E' stato definito il “magistrato-sindaco”. Parliamo di Francesco Nuzzo, magistrato presso la Procura Generale di Brescia e poi sindaco di Castel Volturno; comune che ha retto sino allo scorso mese di dicembre, quando – dopo essere finito nella black list stilata da Bertolaso (Sottosegretario incaricato per l'emergenza rifiuti) – ha preferito rassegnare le dimissioni e tornare alla propria precedente attività.
Ospite del Rotary Club di Crema, che lo ha accolto in occasione della consueta conviviale del martedì, il dr. Nuzzo ha condiviso coi presenti una accurata riflessione riguardante l'Amministrazione locale del Sud Italia e la lotta alla criminalità. Prima ancora di introdurre l’argomento del proprio intervento, il magistrato campano ha fatto memoria degli anni (dal 1982 al 1986) trascorsi a Crema, dove ha prestato servizio come giudice . Tra le diverse persone che ha ricordato con particolare affetto ha voluto citare il dr. Bruno Manenti e l'avv. Franceschini: “persone perbene e oneste, con le quali ho instaurato un rapporto semplice e genuino”.
L'intervento del dr. Nuzzo è un susseguirsi di ricordi, considerazioni, stati d'animo contrastanti; dove, accanto alla sofferenza per uno Stato non sempre capace di supportare e difendere i suoi servitori, vi è anche la speranza del cambiamento e del riscatto, nonché di una definitiva sconfitta del fenomeno camorristico. “Ma il cambiamento – dice il magistrato-sindaco – sarà possibile solo se torneranno ad esserci buoni amministratori ed una classe politica selezionata e preparata”. “Con l'indebolimento dei partiti, che per anni sono stati una fucina di amministratori capaci e competenti – sostiene Nuzzo – è venuta meno quella struttura che consentiva la formazione di una adeguata classe politica”.
In riferimento alla sua storia ed esperienza personale, ha anticipato la prossima pubblicazione di un libro per raccontare non solo le “ombre” della sua attività come sindaco di Castel Volturno, ma anche le luci; quelle luci che al di là delle scottanti delusioni “brilleranno sempre nel suo patrimonio spirituale e morale”. L’esordio come “primo cittadino” – ricorda – ha subito fatto intuire le difficoltà che avrebbe incontrato nel corso del suo mandato. All’indomani delle elezioni, infatti, è stato accusato di aver vinto coi voti della camorra. Un’apposita Commissione, tuttavia, demolirà tali accuse. Deluso, ma non demotivato, il dr. Nuzzo ha proseguito il proprio impegno per il riscatto civile e morale del piccolo centro del casertano.
“Più che un piccolo centro – precisa nel corso della serata – Castel Volturno è un piccolo mondo”. Oltre ai circa 20.000 abitanti censiti, nel territorio vi sono almeno 15.000 extracomunitari clandestini ed altri 5000 italiani che non risultano residenti in quanto occupano alloggi costruiti abusivamente.
E’ una realtà complessa, deturpata dal malaffare e dall’abusivismo, diventata “terra di conquista” di importanti clan della camorra che hanno “investito” a Castel Volturno. Ciò è stato possibile grazie all’assenza dello Stato e, “quando lo Stato risulta assente, in qualche modo diventa pure complice”: questo è ciò che pensa l’ormai ex sindaco del paese.
Collegandosi all’attualità, il noto magistrato, ha inoltre fornito una sua lettura dei fatti accaduti di recente a Rosarno. “Castel Volturno e Rosarno – due centri che a distanza di un anno uno dall’altro hanno visto gli extracomunitari rivoltarsi contro la popolazione locale – rivelano dinamiche che sfuggono ad un’analisi superficiale”. In entrambi i casi, alla base della rivolta, vi è stato un episodio di violenza, cui è seguita una spiegazione “ufficiale” non veritiera che ha poi scatenato la rabbia e la rivolta degli immigrati. Violenza e falsità, quindi, sono le due costanti che l’ex sindaco pone all’origine degli ultimi episodi di contestazione attuati dagli extracomunitari.
L’intervento del dr. Nuzzo si è concluso con l’augurio che “il Governo si faccia vivo ed agisca. Quelle terre non hanno bisogno di essere militarizzate, ma necessitano di servizi più efficaci, assistenza e – soprattutto – di una classe politica degna di questo nome”. Molto critico nei confronti del Governo, si può dire che il dr. Nuzzo ha dimesso i panni del sindaco, ma non quelli del politico.
Difficile non leggere nelle parole pronunciate dal magistrato, la voglia ed il desiderio di poter essere ancora protagonista per il riscatto e la crescita della propria terra; una terra che lo stesso auspica di poter vedere un giorno finalmente liberata dalla camorra.
A conclusione della serata, per manifestare la propria gratitudine, Luigi Aschedamini (presidente del Rotary Crema), Luigia Ferrari (presidente del Rotary Soncino) e Gian Maria Campagnoli (presidente del Rotary San Marco), hanno consegnato al relatore una targa ricordo.
Flavio Rozza
Flavio Rozza
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