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Una serata per ricordare la figura e lo spessore dell’On. Lodovico Benvenuti. L’occasione è stata la presentazione dell'interessante libro, curato dal dott. Giovanni Paolo Cantoni, avvenuta lo scorso martedì presso la sede del Rotary Club di Crema; club di cui lo stesso Benvenuti fu socio fondatore nel lontano 1950. L'evento, oltre alla presenza di numerosi ospiti, ha visto la partecipazione del sindaco di Crema dr. Bruttomesso, dell'assessore alla cultura arch. Mariani e del presidente del Consiglio Comunale Agazzi. Aprendo la serata, il sindaco ha sottolineato quanto sia importante far conoscere ai giovani il valore e la rilevante attività svolta dall'On. Benvenuti; “un grande uomo che ha rappresentato il nostro territorio”. L'intervento del dr. Cantoni, giovane studioso e storico cremasco, ha permesso ai presenti di apprendere alcuni aspetti e aneddoti relativi alla vita e all’impegno politico del prestigioso concittadino. Un racconto certamente coinvolgente che – oltre a farci conoscere meglio la personalità del politico cremasco - ha permesso di approfondire anche pagine della nostra storia locale.
Nell'esporre i contenuti del libro, è stata cura dell'autore rivolgere l'attenzione su due temi particolarmente cari a Lodovico Benvenuti e in qualche modo determinanti per comprenderne l'identità politica ed il motore ideale che ne ha orientato l'azione. Studiandone gli scritti e i discorsi, Cantoni nota che è ricorrente il richiamo del Benvenuti ad una idea di “patrimonio morale” dell'Europa; patrimonio che, a detta dello stesso, fu messo a dura prova dall'inquietante clima sociale e culturale che si creò in Europa fin dall'inizio del '900. L'illustre politico, infatti, riteneva che la Prima Guerra Mondiale – cui prese parte combattendo lungo il fronte italo-austriaco – costituiva “un drammatico segno della crisi del continente europeo, indebolito dalle sue stesse nazioni che, pur condividendo la medesima civiltà, impegnarono le loro energie in una inutile lotta fratricida”. Altro aspetto che caratterizzò il pensiero del Benvenuti, fu il principio della “libertà”, un valore fondamentale che la repubblica deve riconoscere e garantire.
Come ha ben spiegato il dr. Cantoni, nel suo impegno politico vissuto all'interno della Democrazia Cristiana, Benvenuti si spese affinché l'Europa potesse superare la propria frammentazione. Molto forte fu la critica che il democristiano cremasco rivolse al modello di stato-nazione a sovranità illimitata; un modello che a suo dire portò al mito dello stato “onnipotente”, autarchico e nazionalista.
Tra le azioni messe in atto dal politico democristiano per far fronte alla crisi, resasi evidente dalle due guerre mondiali, vi fu l’impegno volto a rafforzare un'entità sovranazionale (necessaria per superare quella frammentazione causa dell’indebolimento del patrimonio morale) e il richiamo al cosiddetto “Spirito della Resistenza”. Da quanto emerso, si può infatti dire che l'impegno per la realizzazione dell'ideale europeista, venne interpretato da Benvenuti come la diretta prosecuzione dell'esperienza vissuta durante gli anni della Resistenza; anni in cui si spese per difendere la libertà dell'uomo e per risvegliare negli uomini del suo tempo “la scelta consapevole dell'umano contro il disumano”.
Per evidenziare lo spessore del personaggio, non possiamo dimenticare che lo stesso – nel 1946 – venne eletto all'Assemblea Costituente e contribuì alla stesura della Costituzione operando in favore del riconoscimento e della tutela costituzionale delle libertà fondamentali della persona.
Nel corso della serata è stato inoltre possibile ascoltare la testimonianza del dr. Camillo Lucchi, il quale – commosso - ha ricordato il legame di amicizia che lo legava all'illustre politico. Nell'elogiarne l'azione politica e la profondità umana, il dr. Lucchi ha raccontato alcuni episodi legati a momenti di particolare difficoltà vissuti dall'amico Benvenuti. Pare, ad esempio, che dopo l'elezione di Giovanni Gronchi alla Presidenza della Repubblica e i cambiamenti interni alla Democrazia Cristiana, iniziò per Benvenuti un periodo di grande delusione. Anche l'elezione, che nel 1957 lo portò a divenire Segretario Generale del Consiglio d'Europa, fu vissuta dallo stesso come l'inizio di un esilio dorato.
Nel concludere la serata, Luigi Aschedamini, presidente del Rotary cremasco, ha ringraziato l'autore del prezioso libro, nonché il dr. Tomaso Salatti, che della pubblicazione del testo è stato promotore.
Da ricordare, infine, la promessa del sindaco Bruttomesso; il quale, rimarcando l'importanza del politico cremasco, ha garantito l'impegno dell'Amministrazione per divulgare la conoscenza di Lodovico Benvenuti.
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