Paola Bignardi - Educare alla fede in famiglia (inPrimapagina del 23 ottobre 2009)

Davanti ad un pubblico numeroso e partecipe, Paola Bignardi, fino al dicembre 2005 presidente nazionale della Azione Cattolica e attualmente membro del Comitato per il progetto culturale promosso dalla Chiesa Italiana, è intervenuta sul tema “Educare alla fede in famiglia”.
Il tema è stato trattato in occasione dell'incontro realizzato lo scorso lunedì presso la Chiesa di San Bernardino in Crema; incontro promosso dall'Azione Cattolica diocesana in collaborazione con diversi organismi della Diocesi (Commissione per la Cultura, Commissione per la Famiglia e Ufficio catechistico).
La dr.ssa Bignardi, affiancata dal Vescovo di Crema Mons. Oscar Cantoni e dal presidente diocesano dell'Azione Cattolica Francesco Galimberti, ha sviluppato la problematica educativa in modo articolato e approfondito, offrendo ai presenti alcune riflessioni che la stessa relatrice ha definito “frutto di comune buon senso e della pratica educativa”.
Efficace l'immagine usata dalla dr.ssa Bignardi per introdurre il suo intervento. Citando il Deuteronomio ha infatti riportato le seguenti parole tratte del Cantico di Mosè: “Ricorda i giorni del tempo antico, medita gli anni lontani. Interroga tuo padre e te lo farà sapere, i tuoi vecchi e te lo diranno”. Come ha ricordato la relatrice, sono le parole conclusive di Mosè, quelle che precedono la sua morte, di fronte alla quale egli fa memoria della sua storia. Nel fare memoria, però, affida un compito a chi sopravvive; in particolare rivolge un invito a non lasciar morire, a non dimenticare ciò che Dio ha fatto per il suo popolo. Partendo da tale esempio due gli spunti di meditazione tratti dalla Bignardi. Innanzitutto ha affermato che “se c'è un'esperienza che ha segnato la nostra vita, non possiamo non desiderare di comunicarla e consegnarla a chi viene dopo di noi”.
Inoltre ha evidenziato che quanto Mosè consegna al popolo è la memoria di un fatto, il racconto di una storia...la storia, appunto, di ciò che Dio ha fatto per noi.
Nel corso della serata è stato ribadito che la fede è un dono grande ed ogni adulto deve sentire il desiderio di comunicarla alle nuove generazioni. Ma alla domanda sul “come” comunicarla l'ex presidente di Azione Cattolica ha spiegato che ciò che comunica di più non sono le parole ma il nostro modo di essere e di vivere, ed ha sottolineato che è possibile trasmettere solo ciò che si possiede.
Una fede, quindi, che non passa tanto attraverso le parole quanto mediante i comportamenti e che vede i genitori – come afferma anche il Concilio – dei testimoni privilegiati nella comunicazione del messaggio evangelico. E' emerso pertanto l'estremo valore ed il significato che la famiglia ricopre per la trasmissione della fede.
Toccando alcuni punti che caratterizzano la trasmissione e la consegna della fede alle nuove generazioni, la relatrice si è soffermata su determinati aspetti, ricordando ad esempio l'importanza della dimensione educativa in senso lato; in quanto – non considerando la persona nella sua interezza - si correrebbe il rischio di proporre una fede non integrata, priva di una prospettiva di unitarietà. Ai genitori e agli educatori, inoltre, è stato rivolto l'invito a ritenersi “collaboratori dell'azione di Dio” e ad adattarsi al “ritmo” e ai tempi delle persone che si vogliono accompagnare alla crescita. Ritenersi collaboratori, ha affermato la Bignardi, non deve far dimenticare che il primo educatore di ogni suo figlio è proprio Dio.
Nel corso della serata è stato infine ricordato l'importante contributo dato dalla dr.ssa Bignardi – in qualità di coordinatrice – per la stesura del testo “La sfida educativa. Rapporto – proposta sull'educazione”. Il testo, pubblicato da Laterza, è il primo frutto del lavoro del Comitato per il progetto culturale, costituito agli inizi del 2008 con l’obiettivo di proporre iniziative qualificate, che rendano presente nell’opinione pubblica la riflessione e la proposta della Chiesa.

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