Trasparenza e discrezione possono coincidere ("inPrimapagina" del 02 ottobre 2009)

E' ancora fresca la polemica suscitata dai dati che il Comune di Crema ha reso pubblici; un elenco contenente i nomi dei cittadini cremaschi che hanno beneficiato di contributi economici a carattere socio-assistenziale.
Due le posizioni di fronte a tale scelta: chi la ritiene una violazione della privacy e chi, invece, la considera una doverosa operazione di trasparenza. Di certo c'è l'imbarazzo e il forte disappunto di chi ha visto pubblicato il proprio nome e l'importo ricevuto dal Comune, con tanto di motivazione che ne ha determinato l'erogazione.
Ad oggi, nonostante le tante contestazioni, l'Amministrazione Comunale difende le ragioni della propria decisione e non retrocede; viene tuttavia da interrogarsi se, in qualche modo, è possibile conciliare i diritti degli utenti con i doveri dell'Ente Locale. Nel caso specifico è auspicabile riuscire a conciliare la tutela del diritto alla riservatezza di quanti fruiscono dei servizi socio-assistenziali,
col dovere – da parte dell'Ente Locale – di rendere trasparente la gestione del denaro pubblico. In tal senso andrebbe forse sviluppata una riflessione sul concetto di “trasparenza”, che non può essere intesa esclusivamente come pubblicazione integrale e indistinta di tutti gli atti della pubblica amministrazione.
Come dichiarato dal precedente assessore ai servizi alla persona, è stato certamente” lecito pubblicare l'albo dei beneficiari di contributi assistenziali”, tuttavia – viene da aggiungere – forse non si è tenuto in debita considerazione l'imbarazzo e talvolta il sentimento di vergogna che tale scelta ha suscitato in chi ha visto resa pubblica la propria indigenza.
Oltre la polemica e al di là delle posizioni che ciascuno può avere in proposito, un dato merita comunque attenzione e deve indurre a riflessione: troppi i cremaschi che, complice la crisi economica, con sempre maggiore frequenza devono richiedere sostegno e aiuto per far fronte alle diverse spese e ai costi della vita quotidiana. Tra le motivazioni che portano a richiedere aiuto ai servizi sociali spiccano difficoltà legate al pagamento delle utenze domestiche, la necessità di coprire spese legate all'istruzione dei propri figli, nonché la fatica di far fronte ai costi di locazione che, negli ultimi anni, hanno visto un consistente incremento.
La crisi di questi ultimi mesi, poi, ha contribuito non solo ad ampliare il numero di utenti dei servizi socio-assistenziali, ma ha anche condotto a comprendere tra gli stessi famiglie e individui che solo qualche tempo fa erano ben lontani dall'essere annoverati nella categoria del disagio socioeconomico.
Va anche rilevato che la risposta alle tante situazioni di bisogno non proviene solo dalle Istituzioni pubbliche (che certamente ricoprono un ruolo importante e fondamentale), ma anche da tutto quel mondo che afferisce al cosiddetto Terzo Settore. Non possiamo non ricordare, infatti, la preziosa opera che quotidianamente viene svolta da realtà importanti e seriamente impegnate come la Caritas, l'Opera San Vincenzo, il Banco Alimentare e molte altre istituzioni private che sono nate e agiscono in un'ottica di vera e propria sussidiarietà e rispondono, in modo efficace, al disagio di tanti cremaschi e non, riuscendo a coniugare senza alcuna difficoltà trasparenza e discrezione.

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