Crisi economica: un'opportunità per ripensare i nostri stili di vita (inPrimapagina del 29 gennaio 2010)

La crisi economica può essere anche un'opportunità per ripensare i nostri stili di vita ed ispirarli alla sobrietà, alla solidarietà e alla responsabilità. Questo, in estrema sintesi, è ciò che sostengono Caritas Cremasca, Centro Missionario Diocesano, Coop. La Siembra ed IPSIA Cremona; ovvero le quattro realtà che hanno promosso l'incontro pubblico tenutosi venerdì scorso presso il Centro Giovanile San Luigi. Relatore della serata: Marco Gallicani, laureato in Filosofia Morale a Bologna, già direttore dell'Associazione Finanza Etica, attualmente curatore della rubrica “La finanza utile” sul mensile “Altreconomia” nonchè presidente di Finansol.it.
Per il suo intervento Gallicani prende spunto dalla Caritas in Veritate, l'ultima enciclica del Papa che tocca proprio il tema dell'economia. Dalla Populorum Progressio di Paolo VI in poi, sostiene il relatore, l'argomento economico è rimasto sullo sfondo; il fatto che oggi Benedetto XVI abbia riposto al centro dell'attenzione tali tematiche è certamente importante. “Non ci può essere un'economia distinta dall'etica”; è necessario partire da questa affermazione, dice Gallicani, per tentare di costruire qualcosa di nuovo, un'economia che abbia un altro volto.
Il giornalista di “Altreconomia” si è mostrato molto critico verso l'attuale sistema economico, ritenuto causa di gravi danni. La dimostrazione concreta del malfunzionamento di tale sistema, secondo Gallicani, è sotto gli occhi di tutti: incremento della disoccupazione, impoverimento della fascia media e crescente polarizzazione del divario tra ricchi e poveri.
Il relatore si è inoltre soffermato a riflettere sulle cause e i meccanismi che hanno condotto all'attuale crisi finanziaria ed economica; scaturita dall'uso errato di alcuni strumenti (prestiti subprime, futures, etc.) di per sé neutri ma impiegati male. Oggi la crisi non è ancora completamente risolta, tuttavia lo stesso Gallicani riconosce che “pare sia stato superato il punto più basso delle difficoltà e la catastrofe sistemica sembra evitata, anche se non vanno escluse minacce a breve termine”. Inoltre, prosegue facendo notare che “la ripresa che si va configurando appare anemica, lenta, piena di problemi”. Nel 2010, forse, l'economia tornerà a crescere, ma a velocità diverse. Alcuni Paesi a passo veloce (ad esempio Cina ed India), altri in modo più lento.
La vera risposta alla crisi, secondo i promotori della serata, consiste nel cercare un nuovo modello di sviluppo, riscoprire quella che è stata definita “un'altra economia”.
A dire il vero, dai dati comunicati nel corso della serata, si può affermare che la cosiddetta “altra economia” sia una realtà già presente in Italia e, anno dopo anno, pare si stia radicando e diffondendo sempre più. Infatti, oggi, l'economia solidale occupa nel nostro Paese circa il 6% della forza lavoro.
Quando si parla di economia alternativa, ha ben spiegato Gallicani, ci si trova davanti ad una varietà di settori d'intervento: dall'agricoltura biologica al commercio equo e solidale. Ad unire le diverse realtà che ruotano attorno all'economia solidale, secondo la proposta di manifesto illustrata dal relatore, vi deve essere la condivisione dei seguenti punti: assenza di scopo di lucro, efficienza, trasparenza, partecipazione, responsabilità sociale ed ambientale, nonchè adesione globale e coerente delle attività.
La serata si è conclusa con la comunicazione dell'avvio, nel mese di febbraio, di un corso rivolto a quanti operano già – come volontari o operatori – nell'ambito della solidarietà. Il corso è organizzato dalle quattro realtà prima citate e si propone di formare ad un nuovo stile di vita improntato ad un diverso rapporto con le cose, con l'ambiente e tra le persone.
                                                                                                                                             Flavio Rozza

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