Apprezzata la prima edizione di "Sapori e Tradizioni" (inPrimapagina del 23 aprile 2010)

E' stata una domenica con poco sole, ma l'aria che si respirava in Crema la scorsa domenica era certamente primaverile, piacevole, all'insegna della spensieratezza senza tuttavia trascurare spunti culturali. Grazie all'Assessorato al Commercio e Turismo, guidato da Maurizio Borghetti, si è ripetuta l'iniziativa “Bancarelle sotto il Torrazzo” e si è dato il via alla prima edizione della rassegna “Sapori e Tradizioni”, che ha messo in evidenza non solo alcune eccellenze del territorio Cremasco, ma anche di molte Regioni d’Italia. L’iniziativa, che ha ottenuto un buon successo, può diventare un appuntamento ricorrente anche per i prossimi anni ed elemento d’attrattiva anche in vista dell’Expo 2015.
Per un giorno la nostra città è stata invasa da bancarelle di prodotti naturali, artigianato, piccolo antiquariato ed anche ottimi prodotti di gastronomia. La manifestazione ha visto coinvolte le principali vie del centro storico (tra cui piazza Moro, via Matteotti e via Cavour), ed ogni spazio è stato dedicato ad un particolare settore. Via Cavour, ad esempio, è stata presa d'assalto dai libri con oltre 3000 titoli in grado di soddisfare veramente i gusti e le esigenze di ogni tipo di lettore. Simpatiche anche le iniziative rivolte ai più piccoli. Nel pomeriggio, infatti, i bambini sono stati catturati e coinvolti dallo spettacolo itinerante “Sono arrivati i pirati”; con abiti e “armi” tipiche dei predatori del mare, i protagonisti dello spettacolo hanno ingaggiato simpatiche lotte con i molti bambini che, attratti dal fascino dei pirati, si sono soffermati in piazza. Sempre a favore dei più piccoli, sia al mattino che al pomeriggio, è stato dedicato “Laborando: l'ufficio dei bambini”, uno spazio con intrattenimenti didattici/creativi, giochi, disegni e creazioni con vari materiali.
Oltre alle iniziative di carattere strettamente commerciale, non sono mancati momenti interessanti rivolti agli adulti. Da segnalare la mostra fotografica “Crema com'era”, un'occasione per rivivere attraverso le immagini la storia della nostra città. Per gli amanti della cultura, invece, grazie all'associazione “Amici del Museo”, è stato possibile fruire di una visita guidata gratuita nella nuova sezione archeologica del museo. Da ricordare, a tal proposito, che la sezione di Archeologia Fluviale del Museo, aperta di recente, sta riscuotendo un considerevole successo. Sono già centinaia i visitatori che hanno potuto ammirare le antiche piroghe rinvenute nei fiumi Adda e Oglio; un documento di eccezionale interesse per conoscere il rapporto tra l'uomo ed il fiume nel passato.
Straordinariamente gremita di persone anche piazza Duomo, che per tutto il giorno ha visto un viavai di cremaschi ma anche di molte persone provenienti da altre città lombarde, sempre più attratte da piacevoli iniziative del genere. Oltre a bancarelle floreali, e angoli dedicati all'arte (pitture e sculture), piazza Duomo è stata occupata da stand con proposte enogastronomiche, rappresentative dei sapori tipici e delle specialità regionali e biologiche. Stand che molti cremaschi, hanno mostrato d'apprezzare.
Gastronomia, tradizioni locali, cultura e valorizzazione del territorio; questi gli ingredienti che hanno caratterizzato la manifestazione “Bancarelle sotto il Torrazzo”.
Un clima di festa, quello vissuto domenica scorsa, che auspichiamo possa ripetersi presto.

Flavio Rozza

Viaggio nel mondo del libro. Per far nascere nei piccoli il piacere della lettura (inPrimapagina del 23 aprile 2010)

Un mese dedicato ai bambini, per accompagnarli in un accattivante viaggio nel mondo dei libri e far sì che, sin dalla più tenera età, i piccoli siano spronati ad avvicinarsi alla lettura.
Con questo fine è stata inaugurata la scorsa domenica – presso la Cittadella della Cultura di Crema – la bella iniziativa promossa ed organizzata da Francesca Moruzzi (direttrice della Biblioteca di Crema) in collaborazione con Mariagrazia Maghini (direttrice del sistema bibliotecario cremasco – soresinese). Giunta alla terza edizione, l'iniziativa prevede la mostra di libri per l'infanzia con testi per bimbi di tutte le età, nonché letture animate e laboratori che si svolgeranno in diversi comuni delle aree cremasco-soresinese e casalasco-cremonese.
Presenti all'inaugurazione dell'ultima edizione di “Viaggio nel mondo del libro” vi erano esponenti dell'amministrazione provinciale e comunale. In rappresentanza del Comune di Crema: Antonio Agazzi, presidente del Consiglio Comunale; Laura Zanibelli, assessore all'istruzione e Paolo Mariani, assessore alla Cultura. Mentre a rappresentare la Provincia di Cremona i rispettivi assessori all'istruzione e alla cultura, Paola Orini e Chiara Capelletti. Tra il pubblico anche esponenti della minoranza consiliare tra cui Gianemilio Ardigò.
“Auspico che questo momento di gioco – ha detto Mariani – sia anche istruttivo e formativo”, mentre Laura Zanibelli – rivolgendosi ai bambini – ha ricordato loro che poter disporre di uno spazio simile rappresenta un'occasione d'oro ed ha invitato i genitori ad accompagnare i figli nella lettura dei tanti bei testi messi a disposizione.  Paola Orini, invece, oltre a portare i saluti dell'amministrazione provinciale e del presidente Salini, ha invitato i bimbi ad “usare” i libri, “viverli” ed abituarsi alla lettura già alla loro età. “Sfogliare un libro – ha proseguito Orini – vuol dire iniziare una meravigliosa avventura”. Detto questo ha poi spronato i piccoli presenti all'inaugurazione ad approfittare delle giornate a loro dedicate e non perdere questa occasione per iniziare a leggere.  Molto entusiasta anche Antonio Agazzi, che non ha nascosto il suo sincero apprezzamento per tutti gli eventi di questo genere rivolti all'infanzia. “Una iniziativa interessante e bella, capace di sintonizzare lettura ed esigenze per l'infanzia”, così, il presidente del Consiglio Comunale, ha definito la manifestazione culturale che per circa un mese vedrà coinvolta la Cittadella della Cultura e numerosi comuni della provincia. Agazzi ha poi voluto sottolineare quanto sia importante e fondamentale per i bambini accostarsi alla lettura e coltivare la fantasia.
Nel corso dell'inaugurazione non sono inoltre mancati gli apprezzamenti per la cura e la perizia adottate nell'allestimento della mostra; complimenti rivolti in particolar modo a Francesa Moruzzi e Mariagrazia Maghini, che dell'iniziativa sono state promotrici. Le stesse hanno poi voluto evidenziare la ricchezza del programma e le diverse iniziative correlate all'evento, tra cui i numerosi incontri di animazione (laboratori di lettura, disegno, gioco con le immagini) che si effettueranno presso le biblioteche comunali dei vari paesi del territorio. Prevista. Nell'ambito del programma è stata anche prevista un'importante giornata di studi dedicata all'editoria per bambini e ragazzi, intitolata “Leggere...che bello!”.
La manifestazione, oltre all'esposizione dei libri, offre anche una particolare e innovativa mostra denominata “Improvvisazioni per matita e pennello” con l'esposizione di tavole tratte dai libri dell'illustratore Alessandro Sanna. La particolarità della mostra di Sanna è di essere interattiva; ovvero potrà subire modifiche ad ogni libero intervento del visitatore.
A Gianni Rodari, ritenuto il più importante autore di testi per l'infanzia, “Viaggio nel mondo del libro” ha invece dedicato una specifica sezione, esponendo tavole che illustrano le sue favole più famose. La mostra del libro, patrocinata dai Comuni di Crema e Casalmaggiore, proseguirà sino al 20 maggio. Un'occasione da non perdere per far nascere nei piccoli il piacere della lettura.

Flavio Rozza

Il Giro d'Italia. Strade, storie, oggetti di un mito (inPrimapagina del 02 aprile 2010)

E' stata una serata dedicata allo sport, ed in particolare al ciclismo, quella che il Rotary Cremasco San Marco ha organizzato giovedì 25 marzo. L'occasione per parlare delle “due ruote” è stata fornita dalla presentazione del libro “Il Giro d'Italia. Strade, storie, oggetti di un mito” edito da Bolis Edizioni; pubblicazione che ha visto la luce lo scorso anno in occasione del primo centenario della “corsa rosa”. La presentazione, affidata a Gino Cervi – coautore del libro assieme a Paolo Facchinetti – e ad Andrea Maietti (scrittore e giornalista e sportivo), ha permesso di ripercorrere storia e passaggi cruciali della manifestazione sportiva nazionale più popolare.
Come hanno rilevato gli autori del libro, a distanza di un secolo il Giro è diventato un'istituzione, una parte essenziale della storia e dell'identità italiana come pochi altri eventi collettivi nazionali.
E ripercorrere un secolo di Giro – ha fatto notare Cervi – ha inevitabilmente condotto a raccontare non solo le storie dei campioni e le loro grandi imprese, ma anche le strade, i paesaggi del Bel Paese, la gente intorno alla corsa, gli oggetti che la caratterizzano e le parole con le quali è stata raccontata sulle pagine dei giornali, alla radio e alla televisione.
Molte le curiosità e particolarità del ciclismo che sono state raccontate nel corso della serata. Nel tratteggiare l'immagine del Giro è stato posto in rilievo la caratteristica della sfida, il dualismo che spesso ha accompagnato le varie edizioni della gara. Difficile non ricordare anche alcuni campioni del passato; Binda e Girardengo, ma anche i celebri Coppi e Bartali.
Al di là del significato strettamente sportivo della gara è stato anche evidenziato il contributo che la stessa ha avuto nella costruzione del concetto di nazione comune e dell'identità italiana.
Nonostante lo scandalo doping, che ha offuscato l'immagine del ciclismo negli ultimi anni, val la pena ricordare quanto di buono caratterizza questo sport; uno sport che va incontro alla gente e dove non c'è mai un tifo “contro”; si sostiene il proprio beniamino, ma non si attacca mai “l'altro”.
Oltre agli autori del libro, tra gli ospiti del Rotary vi era Walter Avogadri, un campione del ciclismo degli anni passati. Mentre l'ospite d'eccezione doveva essere Gianni Bugno, che tuttavia – a causa di un imprevisto – ha dovuto disdire la propria partecipazione.

Flavio Rozza

"Il P.C.I. e gli Italiani". Presentato l'ultimo libro di don Guido Zagheni (inPrimapagina del 26 marzo 2010)

Per il ciclo “…Autori incontrano Lettori…”, promosso dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Crema, giovedì l’altro è stato presentato “Il PCI e gli italiani”, l’ultimo prodotto editoriale di don Guido Zagheni, che lo stesso ha voluto dedicare “all'amico e maestro Nuccio Mantica”.
Sacerdote della Diocesi di Crema, don Zagheni è docente nei Seminari di Crema e Lodi e attualmente insegna Storia della Chiesa presso l’Istituto di Scienze religiose a Milano.
Dopo i saluti di Paolo Mariani, assessore alla cultura del Comune di Crema, è toccato ad Elia Ruggeri, presidente del Circolo Culturale “Città Nuova”, introdurre il libro con una breve riflessione.
“Ero interessato a rispondere ad alcuni aspetti, alcune domande che non mi erano chiare”, così ha esordito l’autore. E poi, partendo da alcune considerazioni emerse nel corso dei suoi studi, ha aggiunto che “il comunismo è stata una realtà poco compresa anche tra coloro che l’hanno seguito. Scorrendo le pagine del libro ci si accorge che l’opera di don Zagheni si snoda come un viaggio che, partendo da alcune domande fondamentali, giunge ad una conclusione chiara e netta: il comunismo fu un grande inganno. “Questo – confida l’autore – era il titolo che volevo dare al libro, ma alla fine ho preferito che fosse il lettore stesso ad arrivare a tale conclusione”. Molti gli interrogativi cui don Zagheni ha cercato di dar risposta. Ad esempio: “che cosa era realmente il comunismo? Ed il PCI era vero comunismo? Era possibile una via italiana al comunismo?
Spiegando alcuni passaggi fondamentali dei propri studi, il sacerdote cremasco non ha esitato a definire il comunismo “una grande forza”, ma – ha anche aggiunto – era un inganno in quanto prospettava un percorso utopico, irrealizzabile.
Difficilmente concretizzabile, secondo don Zagheni, l’utopia dei comunisti, i quali promettevano il “paradiso in terra” senza tener conto dei limiti e della fallibilità dell’uomo.
Il PCI, ha spiegato ancora l’autore, era certamente un grande partito, ma ambiguo. Toccando i rapporti tra cattolici e comunismo ha notato che da un lato il PCI ha agito per far credere ai cattolici che l’ideale comunista coincidesse con quello cristiano, quando in realtà le due antropologie (cristiana e comunista) camminavano su binari nettamente distinti ed erano tra loro irriducibilmente antitetiche.
Altra ambiguità esposta nel libro, riguarda il tentativo di far credere che ci fosse una via italiana al comunismo, mentre il partito era perfettamente allineato con Mosca, tanto che in Italia accanto all’organico ufficiale vi era persino una sorta di partito parallelo, pronto a prendere il potere qualora – dopo la morte di Togliatti – i successori si fossero distaccati dalle direttive dell’URSS.
Da rivalutare, infine, il ruolo che i comunisti ebbero nella Resistenza. “Se ne è appropriato il PCI – dice don Zagheni – ma in Emilia Romagna, ad esempio, su 20 Brigate solo 9 erano composte da comunisti”. E se è vero che i partigiani hanno svolto un ruolo importante che merita ulteriori studi, va anche detto che a liberare l’Italia furono gli eserciti Alleati.
Come qualsiasi libro che aiuta a far chiarezze su pagine controverse della propria storia, il testo di don Guido Zagheni merita di essere letto. Al rigore dello storico, l’autore affianca l’onestà intellettuale e la sensibilità del sacerdote. E proprio partendo dal punto prospettico di storico e sacerdote, don Zagheni ha concluso la serata riflettendo sulla società italiana, affermando un po’ pessimisticamente che oggi ci troviamo di fronte ad una barbarie che avanza e sta travolgendo un po’ tutto. Un'avanzata favorita anche dal mutamento di rapporto tra Chiesa e società italiana; rapporto giunto quasi alla reciproca estraneità.
Del sacerdote e storico cremasco ricordiamo altre importanti pubblicazioni, tra cui “Nazifascismo e questione ebraica” (2001) e “La croce ed il fascio” (2006).

Flavio Rozza

Formigoni a Crema si riconferma un leader (inPrimapagina del 26 marzo 2010)

A pochi giorni dallo svolgimento delle elezioni regionali, venerdì scorso il Governatore uscente della Lombardia – dopo un tour de force che in un giorno l'ha visto impegnato in numerosi incontri in tutta la provincia - è venuto a Crema per esporre i punti salienti del proprio programma elettorale.
“Uno di noi, Roberto, sei uno di noi”; con questo slogan, scandito e cantato da un nutrito gruppo di giovani sostenitori, Roberto Formigoni è stato accolto in piazza Duomo. Ma se da un lato vi era un pullulare di bandiere del PDL e i cori dei sostenitori del Governatore, dall'altro lato della piazza – separato da un cordone di polizia – stazionava un gruppo di rumorosi oppositori.
L'incontro elettorale, svoltosi nella Sala degli Ostaggi del Comune, ha preso il via con una introduzione di Gianni Rossoni – vice presidente della Regione e candidato al Consiglio Regionale della Lombardia – che ha voluto ricordare gli interventi messi in campo per fronteggiare la crisi: interventi volti a sostenere le imprese, ma anche le persone. Oltre al diretto sostegno alle imprese, ha ricordato Rossoni, sono stati favoriti percorsi di formazione e di riqualificazione per quanti hanno perso la propria occupazione. Prima di cedere la parola, Rossoni ha voluto rivolgere un augurio al presidente della Regione, il quale “non deve solo vincere, ma stravincere”. Un breve saluto introduttivo anche da parte del presidente della Provincia, Massimiliano Salini.
In modo sintetico e chiaro Salini ha voluto ricordare che la nostra terra parla la lingua di Roberto Formigoni e l'auspicio è che continui – anche in futuro – a parlare lo stesso linguaggio; il linguaggio della vita e della libertà. 
Confermando una straordinaria capacità comunicativa, Roberto Formigoni, appena ha preso la parola, ha saputo subito conquistare un primo e convinto applauso ammettendo di ritenere Crema il vero capoluogo della provincia. Nel corso del proprio intervento il governatore uscente ha voluto toccare diversi punti del proprio programma, composto da ben 600 progetti. Prima di tutto, però, ha ribadito di essere tra quelli che continuano a credere nei valori indefettibili dell'uomo e di aver voluto porre al centro della propria politica la centralità della persona e dell'impresa.
E proprio alle imprese è andata la gratitudine del presidente Formigoni, in quanto “stiamo uscendo dalla crisi grazie alla forza morale dei nostri imprenditori”. Per attenuare i danni della crisi, la Regione ha comunque fatto la propria parte mettendo a disposizione un miliardo e mezzo di euro destinati a sostenere quanti hanno perso il lavoro. Mentre per le imprese che si sono impegnate per il 2010 a non licenziare e investire in innovazione, sono stati messi a disposizione duecentomilioni di euro a fondo perduto. “Non abbiamo lasciato e non lasceremo solo nessuno”, questo l'impegno che il presidente ha assunto di fronte ai suoi sostenitori.
Per la crescita della Lombardia – ha poi aggiunto – dobbiamo scommettere sulle nostre eccellenze, ovvero la qualità dei prodotti dei nostri artigiani e l'attrattività del territorio. Parlando dell'Expo ha voluto dire che “è stato vinto non solo per Milano, ma perchè sia occasione per tutta la Lombardia”. “Per quella occasione dovremo tutti darci da fare in quanto i visitatori stranieri saranno attratti e decideranno di venire anche per i nostri prodotti, le opere d'arte, la cultura”.
Un ultimo punto che Formigoni ha voluto sottolineare riguarda la meritocrazia: “voglio puntare sempre più sul merito, voglio spronare tutti a dare il meglio”. Non a caso, istituendo la dote scuola, è stato inserito anche un premio per gli alunni più meritevoli con medie dei voti molto alte. “Che ciascuno si impegni fino in fondo e la Lombardia diventi la regione del merito”, questo è ciò si augura e l'obiettivo che si è posto il governatore.
Prima di chiudere il proprio intervento Formigoni ha invitato i sostenitori presenti ad agire per promuovere la partecipazione al voto. “Chi non si impegna col voto non si impegna nella vita, perchè per noi la politica ha a che fare con la vita. Il nostro compito è far nascere la speranza nelle persone”.

Flavio Rozza

A Padre Aldo Trento il Premio della Carità (inPrimapagina del 19 marzo 2010)

Sabato scorso a Crema, presso la Sala Alessandrini, padre Aldo Trento ha ricevuto dalle mani di mons. Mauro Inzoli il Premio della Carità; importante riconoscimento istituito nel 2006 dalla Fondazione “Deus Caritas Est”.
Negli anni scorsi ad essere premiati furono Papa Benedetto XVI, Suora Nirmala Joshi (prima suora succeduta a Madre Teresa alla guida della Congregazione delle Missionarie della Carità) ed i coniugi Cleuza Ramon e Marcos Zerbini (fondatori in Brasile del Movimento dei Senza Terra, poi confluito in C.L.).
In una Sala Alessandrini straordinariamente colma di persone venute anche da fuori Crema, Padre Aldo Trento è stato accolto con grande affetto da quanti, conoscendone la storia personale ed il suo impegno missionario, hanno voluto manifestargli la loro stima e vicinanza.
“Il mio unico progetto è fare quello che Dio mi mostra ogni giorno”, così ama ripetere padre Aldo a quanti gli pongono domande sul futuro, mentre nel ricordare l'origine della propria straordinaria esperienza di sacerdote e missionario in Paraguay, non nasconde il suo debito nei confronti di don Luigi Giussani.
“Tutto è cominciato da un abbraccio, pieno di tenerezza. Dimenticare quell'abbraccio significherebbe dimenticare me stesso”; con queste parole padre Aldo chiarisce quanto sia stato importante per lui l'incontro con don Giussani.
Nato nel Bellunese nel 1947, padre Aldo abbracciò presto la scelta di vita sacerdotale, salvo poi trovarsi ad affrontare un'importante crisi affettiva e vocazionale che lo condusse alla depressione.
“In quel momento nessuno avrebbe scommesso due lire su di me; a salvarmi fu don Giussani, e lo sguardo col quale mi guardò: uno sguardo carico di Cristo, carico d'amore”. Fu proprio il fondatore di Cl a volere che padre Aldo partisse per il Paraguay, cosa che avvenne nel settembre del 1989.
E dal 1989 ad oggi è avvenuto un piccolo miracolo. Un uomo carico di dolore – capace di riconoscere che “il proprio limite è la ragione per cui Dio si è fatto carne” - è divenuto un autentico testimone di Cristo ed ha saputo lenire il dolore altrui.
Negli anni trascorsi in Paraguay, e più precisamente ad Asunciòn, sono state attivate opere molto importanti: un asilo, una scuola elementare, un’azienda agricola dove prestano la propria attività i malati di aids non terminali. Due casette per i bambini orfani o malati di aids. La Casa Gioacchino e Anna per anziani, il Banco dei donatori del sangue ed il Banco alimentare.
La serata di premiazione, oltre alla diretta testimonianza del missionario, è stata arricchita dal canto dei numerosi bambini presenti e dalla proiezione del video di un'intervista realizzata da uno dei più noti giornalisti latino-americani. Commentando l'intervista, padre Aldo, ha voluto sottolineare le parole con le quali il giornalista (non credente) ha chiuso il servizio: “se questo è Dio, allora ci posso credere anch'io”.
In conclusione mons. Inzoli ha consegnato al missionario il Premio della Carità e, con soddisfazione, ha reso noto che – grazie alla collaborazione di numerosi benefattori – è stato possibile sostenere l'opera di padre Aldo con un'offerta di € 70.000.
Visibilmente commosso, il sacerdote premiato ha detto: “vedo, in questo gesto, Gesù che ancora mi abbraccia, mi incoraggia ad andare avanti e mi dice di non avere paura”. Certamente grato per il premio ricevuto, ha infine voluto ricordare che il suo desiderio più grande, il suo vero bisogno, non è di avere gente che vada ad aiutarlo in Paraguay, ma di condurre le persone ad avere nei confronti degli ammalati e del prossimo il medesimo sguardo che don Giussani pose su di lui.
                                                                                                                                              Flavio Rozza

Offanengo: presentato pubblicamente il bilancio di previsione (inPrimapagina del 19 marzo 2010)

L’Amministrazione comunale di Offanengo, guidata dal sindaco Gabriele Patrini, ha presentato, domenica 14 marzo, nella sala “Aldo Moro” del Municipio, il Bilancio previsionale 2010 – 2012.
La presentazione è avvenuta mediante un’Assemblea pubblica, indetta con lo scopo di coinvolgere e condividere con la cittadinanza le linee generali che impegneranno l’amministrazione di Offanengo per i prossimi tre anni.
Nel presentare la relazione previsionale programmatica, il sindaco ha voluto evidenziare le difficoltà incontrate dalla Giunta durante la fase di stesura del documento di Bilancio. “La riduzione progressiva dei trasferimenti erariali, il forte calo degli oneri derivanti dall’urbanizzazione ed una non coerente premialità agli enti virtuosi – ha ricordato il sindaco – hanno prodotto una riduzione sostanziale delle disponibilità finanziarie del Comune”. Nel corso dell’Assemblea, inoltre, Patrini non ha risparmiato una nota polemica, affermando che “si continua a discutere del principio di autonomia finanziaria ma, nonostante questo, la finanziaria 2010 ha scaricato sulle Amministrazioni locali i maggiori impegni di contenimento della spesa pubblica e di risanamento del debito”.
Dopo l’introduzione del sindaco, i diversi esponenti della Giunta hanno presentato – per quanto di competenza – i contenuti della relazione. Luca Mantovani (assessore al Bilancio) ha messo in luce che le entrate saranno inferiori rispetto agli anni passati, ciò nonostante le aliquote ICI rimarranno invariate per tutte le tipologie di immobili. Previsto tuttavia un incremento per quanto riguarda la Tariffa per lo smaltimento rifiuti applicata alle utenze non domestiche, che aumenterà di circa il 5%.
Marino Severgnini (assessore competente per il Patrimonio – manutenzione e pulizia del territorio) ha invece posto come obiettivo il miglioramento e la salvaguardia delle infrastrutture presenti sul territorio, prevedendo uno specifico calendario di priorità per eseguire annualmente i necessari lavori di asfaltatura e manutenzione di alcune vie e marciapiedi . Mentre Edoarda Benelli (assessore all’Urbanistica) spiega che l’anno 2010 sarà dedicato a porre le basi per lo sviluppo urbanistico di Offanengo mediante l’adozione del Piano di Governo del Territorio; uno strumento che la Benelli definisce molto più dinamico rispetto al vecchio PRG, in quanto pone al centro dell’azione programmatoria il cittadino ed è in grado di far fronte ai mutamenti della realtà e alle diverse esigenze del territorio. Altro aspetto importante – legato sempre all’urbanistica e all’edilizia – è la scelta dell’Amministrazione di offrire ai privati l’opportunità di trasformare “in proprietà” le aree comprese nei Piani di Edilizia Economica e Popolare, in precedenza assegnate solo in diritto di superficie. Per far ciò entro l’estate verrà approntato un apposito bando. Hanno poi proseguito la presentazione della relazione di Bilancio, l’assessore Alessandro Capetti (Giovani, Sport e Sicurezza), che si impegna a riproporre alcuni appuntamenti già sperimentati negli anni scorsi, quali la “Festa dello Sport” e la rassegna “Shopping e sport”; Umberto Premoli (assessore alle Opere Pubbliche, Valorizzazione e sviluppo attività commerciali), il quale ha ricordato l’istituzione del distretto del commercio con i comuni di Romanengo, Ticengo e Salvirola al fine di sostenere i commercianti; ed Andrea Valdameri (assessore ai Servizi Sociali e Ambiente), con un programma che ha confermato i basilari servizi di sostegno alla persona. Inevitabile far notare che, in un periodo di gravi difficoltà economiche per molte famiglie e di disagi sempre crescenti dovuti alla crisi, sarebbe forse stato opportuno un maggiore investimento proprio in questo ambito.
Inoltre il giorno dopo è giunto in redazione il commento del consigliere di opposizione Alex Corlazzoli, il quale rimarcava che nel bilancio preventivo non compare la ciclabile Offanengo - Crema.
                                                                                                                                              Flavio Rozza