La crisi è finita davvero? Conferenza/dibattito con F. Daveri, G. Strada e A. Dellera (inPrimapagina del 05 marzo 2010)

Desta ancora preoccupazione la recente crisi economica e finanziaria, soprattutto per le importanti ripercussioni che ha avuto sul mercato del lavoro. Per tornare a parlare della crisi, cause e prospettive future, la redazione del mensile cremasco “numerozero”, lo scorso lunedì – presso la Sala dei Ricevimenti del Comune di Crema - ha organizzato una conferenza/dibattito. Relatore della serata, Francesco Daveri, professore ordinario di Politica economica presso l’Università di Parma e collaboratore de “Il sole 24 ore”. Ad introdurre l’intervento di Daveri, il prof. Giuseppe Strada e Alvaro Dellera.
“La crisi è finita davvero?”; il prof. Daveri prende il via da questa domanda per esporre la sua visione e le sue considerazioni. Riconosce che da un lato sembra essere finita, ma nota anche che la situazione odierna è contraddittoria. Vi sono delle variabili economiche che portano ad essere ottimisti e ritenere superata la crisi, tuttavia vi sono altri segnali che attestano il permanere di grandi difficoltà; a dimostrazione di ciò l’attuale condizione del mercato del lavoro con il livello di disoccupazione che continua a crescere.
Nella sua analisi, articolata e precisa, il docente dell’Università di Parma, ha voluto evidenziare alcune caratteristiche della crisi, che ha definito “intensa e diseguale”.
Diseguale perché ha interessato prevalentemente i Paesi ricchi, mentre i Paesi emergenti (ad es. la Cina) l’hanno vissuta in modo più attenuato e – per quest’ultimi – non vi è stata una vera e propria recessione ma solo un rallentamento della crescita. La crisi – sostiene Daveri – si è manifestata diseguale anche nel modo in cui ha coinvolto le imprese. Grafici alla mano, il relatore ha mostrato ai presenti come la domanda sia crollata per esportatori, beni di consumo durevoli e beni di investimento per il mercato interno, mentre il decremento è stato marginale per i beni di consumo non durevoli. In altre parole sono crollati i consumi di tutti quei beni il cui acquisto può essere rinviato (come ad esempio l’automobile), ma non si è notato un calo nel consumo di altri beni (esemplificando possiamo dire che il consumo dei generi alimentari non ha modificato il proprio andamento). Addirittura in aumento, invece, la domanda per chi lavora con il settore pubblico.
Disuguaglianza, inoltre, anche circa gli effetti che la crisi ha avuto sulle famiglie; “chi non ha perso il lavoro – ha fatto notare Daveri – ha potuto persino beneficiare dell'attuale situazione” in quanto, a fronte di un reddito invariato, vi è stato un calo dell’inflazione ed un calo del costo dei mutui. Invece chi ha perso il lavoro (lavoratori temporanei e in imprese globali in difficoltà) ha pagato pesantemente i costi della crisi a causa della perdita del reddito e della fiducia, trovandosi costretto a tagliare i consumi e potendo beneficiare, da parte dello Stato, solo di una scarsa assistenza aggiuntiva.
Detto questo, se il quadro attuale si mostra ancora complesso e caratterizzato da non poche difficoltà, risuona positiva la previsione degli economisti del Fondo monetario internazionale, che – per il 2010 – si aspettano una ripresa dell’economia.
                                                                                                                                             Flavio Rozza

Nessun commento:

Posta un commento