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Seppur ritiratosi dalla politica attiva, l'esperienza maturata negli anni ha consentito al relatore di trattare con indubbia competenza il tema della serata: “Rapporti tra Occidente e Islam. Interscambio culturale e conflitti militari”.
Il pensiero ed il giudizio del sen. Contestabile, in riferimento ai rapporti tra Islam e Occidente è articolato, ricco di sfumature e capace di evidenziare – con onestà intellettuale – la complessità del mondo islamico. Complessità che talvolta è divenuta contraddizione. Se da un lato l’Islam, nel corso dei secoli, si è mostrato aggressivo dal punto di vista militare, nel contempo ha anche saputo dar prova di tolleranza sotto il profilo culturale e politico. Questo è ciò che pensa il sen. Contestabile, il quale – nel ripercorrere i passaggi fondamentali che hanno dato origine all’Europa – sostiene che il Vecchio Continente sia non solo “figlio” di Roma, di Gerusalemme (intesa come cultura cristiana) e di Atene (ovvero la cultura greca), ma anche – in un certo senso – debitore al mondo islamico.
“Senza la mediazione araba – ha detto il relatore – non sarebbe giunta sino a noi la cultura greca”. “E non dobbiamo nemmeno dimenticare l’influenza esercitata dall’islamismo sulla filosofia, sulla musica ed anche sulla poesia; va infatti ricordato come la poesia amorosa sia nata proprio nel mondo arabo”.
Sollecitato dalle domande dei presenti, il senatore non ha mancato di trattare anche aspetti legati all’attualità del problema islamico. Perché se è vero che sino ad un certa epoca l’islamismo ha saputo mostrarsi tollerante verso le differenti culture e religioni, è altrettanto innegabile come oggi il fenomeno islamico abbia assunto connotati preoccupanti, in quanto troppo spesso ha condotto ad episodi di fanatismo e persino di terrorismo come strategia per affermarne la diffusione.
Nella sua relazione, ricca di spunti interessanti ma anche di passaggi polemici ed opinabili (ad esempio ha affermato che “anche lo Stato italiano è nato col contributo di una forma di terrorismo”), non ha risparmiato critiche circa l’attuale politica estera dell’Italia nei confronti dei Paesi Mediorientali. Contestabile ha ricordato come Andreotti e Craxi negli anni passati siano riusciti a tenere lontano il terrorismo dall’Italia grazie ad una politica dell’equidistanza, mentre il Governo Berlusconi – anche nelle recenti prese di posizione pubbliche – ha manifestato la scelta di schierarsi apertamente con Israele. Una scelta che, a detta del relatore, appare inopportuna.
Di fronte ad un Islam sempre più agguerrito e tendente al fanatismo, l’Occidente sta affrontando la problematica commettendo gravi errori. Forse, sostiene Contestabile, per assumere un atteggiamento corretto dovremmo ricordare l’approccio che ebbe san Francesco quando si misurò col mondo islamico: un atteggiamento che pur non mettendo in discussione le proprie convinzioni era però aperto alla comprensione. “Il terrorismo –ha concluso il senatore – non si combatte con un semplice giudizio moralistico, ma capendone le cause e cercando di porvi rimedio”.
Flavio Rozza
Flavio Rozza
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