Crema e le mura venete (inPrimapagina del 29 maggio 2010)

Anche quest'anno diverse città della provincia di Cremona – tra cui Crema – sono tornate ad essere protagoniste delle “Giornate Italiane dei Castelli; l'importante iniziativa culturale nata alla fine degli anni novanta, volta a promuovere le città murate e castellate.
Una manifestazione dal duplice obiettivo: diffondere la conoscenza della storia, e rendere maggiormente conosciute e frequentate le caratteristiche città della nostra provincia. Molte e tutte interessanti le iniziative previste nel mese di maggio. Tra i diversi eventi in programma sono contemplate mostre, visite guidate ad edifici storici, feste folcloristiche, intrattenimenti in costume d'epoca e momenti musicali.
Gli eventi si snoderanno in diverse località, tra cui Crema, Pandino, Soncino, Pizzighettone ed altri paesi accomunati dalla presenza di un castello o dal fatto di essere circondati da storiche mura. Proprio nell'ambito delle manifestazioni promosse in occasione delle “Giornate dei Castelli”, sabato 22 maggio è stata inaugurata – presso il Museo Civico cittadino di via Dante Alighieri – la mostra dal titolo “Crema e le Mura Venete”. Oltre ad esponenti del mondo culturale della nostra provincia, l'inaugurazione ha visto la presenza del Presidente del Consiglio Comunale Antonio Agazzi, del Segretario della Pro Loco Crema Erminio Beretta, della Direttrice dell'Ufficio Turistico della Provincia di Cremona e dell'arch. Moruzzi. Mentre la Tavola rotonda, organizzata in occasione della presentazione della mostra, è stata arricchita dai contributi dell'arch. Roncai, del dr. Ferrigno (Presidente della Pro Loco Crema), dell'Assessore alla Cultura del Comune di Crema Paolo Mariani e dell'arch. Edallo.
Il confronto si è aperto con una introduzione dell'Assessore Mariani, che ha voluto elogiare il valore di manifestazioni di questo tipo, in quanto fondamentali per divulgare elementi importanti della nostra storia che altrimenti rimarrebbero sconosciuti o dimenticati. Infatti, sempre secondo Mariani, “lo storico svolge un compito importante, ma spesso – l'esito degli studi – rimane circoscritto in ambito accademico”. Più impegno nel divulgare determinati studi ed una più incisiva azione per far appasionare alla storia anche le nuove generazioni, questo l'auspicio dell'assessore alla Cultura.
Il presidente della Pro Loco cremasca ha invece ricordato le tappe più significative e l'evoluzione che vi è stata da quando – dodici anni fa – la manifestazione ha preso il via. Con evidente orgoglio, il dr. Ferrigno ha menzionato l'importante convegno che si tenne a Crema nel 1998, dal titolo “Crema e le sue difese”. Fu il primo passo per tornare a valorizzare l'importanza storica della nostra città, ma ne seguirono altri. Importante, ad esempio, è stato l'aver riportato alla luce anche il prezioso volume di Corrado Verga; “Crema città murata”. Si affida ai ricordi anche l'arch. Edallo, che riporta i racconti dei suoi nonni. Ricordi che ci portano ad una Crema molto diversa da quella attuale, quando il “passeggio” non si faceva nell'odierna via Mazzini, ma lungo le mura venete. “Spesso – ha ricordato l'arch. Edallo – durante il passeggio attorno alle mura, i cremaschi si fermavano nell'area denominata “Campo di Marte”, dove potevano osservare le esercitazioni dei cavalleggeri di stanza a Crema sino alla Prima Guerra Mondiale”.
Dopo aver ricordato la Crema del passato, Edallo ha voluto soffermarsi anche sul significato delle mura; ciò che rappresentarono nel passato e ciò che rappresentano oggi. Altrettanto interessante e articolato, l'intervento dell'arch. Roncai, che ha elogiato Crema in quanto è stata una delle prime città che ha esaminato il valore delle mura, e proprio sull'attacco alle mura ha saputo iniziare un processo di costruzione della propria identità. Sempre Roncai ha voluto far notare come la nostra città sia stata la prima ad inserire - nello strumento urbanistico cittadino – l'attenzione alle mura. Per quanti volessero approfondire la tematica, segnaliamo che la mostra “Crema e le mura venete” sarà visitabile sino al 30 maggio, presso il Museo Civico cittadino.

Flavio Rozza

"Historia di Crema" di Pietro da Terno: presentata l'opera riprodotta a cura del Lions Club Crema Host (inPrimapagina del 21 maggio 2010)

Alla presenza di numerose personalità del cremasco, lo scorso sabato il Lions Club Crema Host – presieduto dalla dr.ssa Severina Donati – ha illustrato il contenuto del “service” per l’anno 2009/2010. Un “service” rivolto alla cultura, per consentire agli studiosi e alla cittadinanza, la possibilità di conoscere le antichissime origini della città di Crema.
Grazie ad una stretta collaborazione fra la dr.ssa Francesca Moruzzi, Direttrice della Biblioteca Civica di Crema, il Lions Club e l’Assessorato alla Cultura del Comune di Crema, è stato possibile riportare alla luce uno scritto di grande valore storico: l’ “Historia di Crema” di Pietro da Terno.
Da diverso tempo, per tutelarne la conservazione, il noto testo dello storico cremasco non era più consultabile. Come ha ricordato la dr.ssa Donati, l’ “Historia di Crema” è uno scritto del 1556, che conta ben 360 pagine e al quale tanti storici si sono ispirati. Il testo è originale, ma nel 1739 – per evitare che si perdesse una preziosa testimonianza delle radici storiche della nostra città – Giuseppe Salomoni trascrisse l’intera opera che fu poi regolarmente vidimata da un notaio ed è tuttora conservata presso la biblioteca cittadina, catalogata con la denominazione “Manoscritto 7”.
L’iniziativa promossa dal Lions Club Crema Host ha permesso di effettuare una copia anastatica del manoscritto che è poi stata riprodotto in 500 esemplari.
La presentazione del libro è avvenuta di fronte a diversi rappresentati dell’Amministrazione locale e Provinciale. Per il Comune di Crema, oltre al Sindaco, erano presenti Antonio Agazzi (Presidente del Consiglio Comunale) e Paolo Mariani (Assessore alla Cultura). Mentre in rappresentanza della Provincia, l’Assessore all’Istruzione Paola Orini, che ha portato anche i saluti del Presidente Massimiliano Salini. Per far comprendere il valore dell’iniziativa, Mariani ha voluto sottolineare la sostanziale differenza che intercorre tra la copia di un’opera d’arte pittorica e la riproduzione anastatica di un testo scritto, come quello di Pietro da Terno. “In quest’ultimo caso – sostiene Mariani – anche a fronte della perdita dell’originale, la cultura non subirebbe alcun danno; i contenuti del testo, infatti, verrebbero trasmessi anche attraverso la semplice copia. Molto importante e utile, quindi, la scelta operata dal Lions di investire in tal senso”.
Ad esporre i contenuti del testo riprodotto e l’importanza dell’iniziativa, vi era il prof. Romani H. Rainero, docente di Storia presso l’Università degli Studi di Milano, il quale ha sottolineato come “la testimonianza storica del passato confermi il rapporto tra generazioni e ne rafforzi il valore”.
Nel commentare il testo di Pietro da Terno, il prof. Rainero ha fatto notare il valore dell’iniziativa in quanto “mille anni di storia della città, dal 570 dopo Cristo al 1556, vengono in tal modo riportati alla luce e possono diventare oggetto di ulteriori indagini sia da parte degli studiosi, sia da parte di tutti gli appassionati di storia.
L’unanime apprezzamento mostrato dal pubblico e dagli esponenti della cultura locale presenti in sala, rappresenta sicuramente un incoraggiamento nel proseguire con simili iniziative, volte a promuovere e divulgare la cultura.

Flavio Rozza

La Chiesa di Crema si prepara ad introdurre il Diaconato permanente (inPrimapagina del 21 maggio 2010)

E’ un momento importante per la Chiesa di Crema. Seppur in ritardo rispetto ad altre Diocesi, la nostra Chiesa locale sta compiendo un passo decisivo per introdurre il ministero del Diaconato permanente.
Proprio in questi giorni i Consigli pastorali parrocchiali si stanno riunendo per discutere e approfondire il significato di questa figura.
Per quanto riguarda la zona pastorale cittadina, i Consigli si sono riuniti lo scorso lunedì presso la sala parrocchiale di Crema Nuova. L’incontro, presieduto da mons. Mauro Inzoli, in qualità di Vicario zonale, è stato condotto da don Ennio Raimondi, al quale è spettato il compito di illustrare ai presenti il percorso compiuto dalla nostra Diocesi per “restituire” anche alla Chiesa di Crema questo prezioso ministero.
Come ha fatto notare mons. Inzoli, è inusuale una riunione tra tutti i Consigli pastorali cittadini, ma il fatto che ciò sia avvenuto denota l’importanza del tema trattato.
Due letture, tratte dalla Sacra Scrittura, hanno consentito ai componenti dei Consigli di poter comprendere il significato originario del diaconato. Grazie alla Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi (cap. 12) è stata ribadita l'importanza della diversità dei carismi all'interno della Chiesa, mentre la lettura degli Atti degli Apostoli (cap. 6), ha permesso di ricordare le motivazioni e le esigenze che, nella Chiesa di Gerusalemme, fecero da sfondo alla nascita del diaconato.
La precisa e dettagliata relazione di don Raimondi ha messo in luce alcuni passaggi e domande fondamentali. E' risultato molto utile, per comprendere il senso del ministero diaconale, conoscere alcuni aspetti storici. Gli Atti degli Apostoli ci parlano della nascita del diaconato, ma dal V secolo in poi, tale ministero è andato incontro ad un progressivo declino, tanto da sparire per circa mille anni e rimanere solo come tappa intermedia verso il sacerdozio.
E' stato necessario attendere il Concilio Vaticano II per tornare a parlare di diaconato permanente e iniziare a progettare la “restituzione” (come previsto al n. 29 della Lumen Gentium) di questo utile e importante ministero offerto alla Chiesa. Il diaconato che la Chiesa ha voluto reintrodurre è, per usare una espressione conciliare, “non per il sacerdozio, ma per un ministero” è potranno accedervi sia fedeli sposati, sia celibi.
Ma se in alcune Diocesi i diaconi sono presenti ormai da 20 anni, la Chiesa cremasca ha iniziato a parlarne solo nel 2000 con mons. Angelo Paravisi. La questione fu poi ripresa nel 2007 da mons. Oscar Cantoni, con la lettera pastorale “Il Battesimo sorgente delle vocazioni ecclesiali”. Ulteriore dibattito vi è stato recentemente nei Consigli pastorale e presbiterale diocesani, per poi giungere al confronto di questi giorni con i fedeli impegnati nella vita parrocchiale.
“Diaconia vuol dire servizio: in questa parola è racchiusa l'identità del diacono”, con questa premessa, don Raimondi ha iniziato a illustrare il significato del ministero diaconale. Per chiarire ulteriormente il concetto ha poi aggiunto che il diacono “deve essere immagine del Cristo che serve”. Il servizio cui è chiamato chi accede al primo grado dell'Ordine è triplice; si parla infatti di una diaconia della Parola, della Liturgia e della Carità. Quanti saranno chiamati ad essere diaconi potranno svolgere diversi compiti: amministrare il Battesimo, distribuire l'Eucaristia, benedire il matrimonio, celebrare la Liturgia della Parola, assistere il Vescovo nella celebrazione eucaristica, avere incarichi a livello diocesano, nonché presiedere il rito del funerale e amministrare i sacramentali.

Flavio Rozza

Gli alpini cantano "Nikolaewka" dedicandola a Luigi Guerini Rocco, reduce della II Guerra Mondiale, presente in sala (inPrimapagina del 21 maggio 2010)

A distanza di una settimana dall'Adunata nazionale, svoltasi a Bergamo, anche Crema – sabato scorso – ha voluto rendere omaggio alla propria rappresentanza di Alpini e al Gruppo locale A.N.A. che quest'anno celebra l'ottantesimo anno di fondazione. Per dare il via ai festeggiamenti gli alpini cremaschi hanno organizzato, presso l'Auditorium Manenti di Crema, una serata all'insegna della musica; ospite il Coro A.N.A. di Carate Brianza, abilmente diretto dal Maestro Peppino Pirola.
Di fronte ad un auditorium colmo di gente, gli alpini – con le loro note – hanno saputo alternare momenti di allegria ad altri più nostalgici, in ricordo dei propri caduti e di quanti, come dicono loro, “sono andati avanti”. Gli Alpini, si sa, hanno una personalità ricca e se innegabilmente riscontriamo in loro la profondità, il senso della memoria, il rispetto di quanti ci hanno preceduto e forse un po' di nostalgia, è altrettanto vero che sanno essere anche allegri e spensierati, riuscendo così a trasmettere serenità e buon umore.
Molto variegato il programma musicale della serata. I canti, introdotti dal brillante Vito Mattiace, hanno toccato tematiche e generi differenti. Il primo canto ha ricordato il Monte Pasubio, dove tuttora vi è un Ossario coi resti di oltre 5000 alpini caduti nel corso della Prima Guerra Mondiale.
Le note del coro A.N.A. di Carate Brianza hanno poi proseguito il viaggio nella memoria, ricordando la campagna di Russia e le vittime del secondo conflitto mondiale. Ma dopo aver cantato “Signora delle Cime”, per ricordare quanti “sono andati avanti”, la serata è proseguita con alcune esecuzioni per richiamare l'attenzione su tematiche ambientali, ed altre, come “Sciur padrun”, per non dimenticare quello che siamo stati ed il nostro passato. “Go down Moses” ha invece portato all'attenzione del pubblico uno dei periodi bui della storia; quando alcune persone erano considerate “cose” e vigeva lo schiavismo.
Molto gradevoli anche i riadattamenti di alcune canzoni che di certo non rientrano nel tipico repertorio degli Alpini, come “My Way” - nota per essere stata interpretata da Frank Sinatra – e “Io Vagabondo”, la famosa canzone dei Nomadi riproposta come un inno alla libertà. Questa pluralità nel repertorio del Coro A.N.A. di Carate, dimostra veramente la volontà di voler raggiungere un vasto pubblico e sensibilizzare verso tematiche differenti.
Ovviamente non sono mancati momenti più leggeri, alcuni con simpatici sketch da parte dei componenti del coro. Molto allegra, ad esempio, l’esecuzione de “La barbiera degli alpini” e “Bevè bevè compare”.
A conclusione della serata, infine, un gesto molto commovente. Gli alpini, avendo appreso della presenza in sala del cremasco Luigi Guerini Rocco, reduce della Seconda Guerra Mondiale, hanno voluto rendergli omaggio intonando il canto “Nikolaevka”; dal nome della città dove nel 1943 fu combattuta una delle più importanti battaglie del fronte orientale.
Altre iniziative per ricordare l'ottantesimo anno di fondazione del Gruppo A.N.A. di Crema, sono previste nei prossimi mesi. Tra le manifestazioni in programma segnaliamo la presentazione del libro di Antonio Aresi (“I ricordi della mia campagna di Russia”), una serata dedicata ai Cori alpini il 25 settembre presso il Teatro San Domenico e, il 26 settembre, la festa sezionale che per l’occasione prevede anche un apposito annullo filatelico.

Flavio Rozza

Consegnate le Borse di studio al Liceo "Racchetti" (inPrimapagina del 21 maggio 2010)

Il Liceo Classico “A. Racchetti” di Crema ha premiato i suoi alunni più meritevoli. L’evento si è svolto presso l’Aula Magna dell’Istituto che ha sede in viale Santa Maria.
Alla professoressa Giovanna Alquati – Dirigente scolastico – il compito di consegnare le borse di studio, i premi e i riconoscimenti a favore degli allievi che nel corso dell’anno scolastico 2008/2009 si sono distinti per impegno e risultati. Presente alla celebrazione anche l’Assessore Provinciale all’Istruzione, prof.ssa Paola Orini e il Presidente del Consiglio Comunale di Crema, Antonio Agazzi.
La mattinata, divisa in due momenti, ha visto nella prima parte l’assegnazione dei vari riconoscimenti, nella seconda la consegna dei diplomi di maturità.
Oltre alle “Valorizzazioni delle eccellenze” – finanziate dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca – le Borse di studio assegnate sono state sei: due bandite dagli “Ex allievi del Racchetti”, due intitolate ad “Ugo Palmieri” e altre due a “Guido Alberti”.
Hanno ricevuto la Borsa di studio “Ugo Palmieri” le allieve Alessandra Lucini Paioni e Giulia Cristina. Le Borse messe a disposizione dagli “Ex allievi del Racchetti”, invece, sono state assegnate a Gisella Beatrice Beretta e Simone Casiraghi.
Mentre Valentina Severgnini e Giulia Cristina hanno ricevuto la Borsa di studio “Guido Alberti”.
Per quanto riguarda la “Valorizzazione delle eccellenze” gli allievi premiati sono: Marta Parati, Valentina Severgnini, Elena Duchini ed Eugenio Luigi Saracino.
Semplici, ma certamente veritiere, le parole pronunciate dalla prof.ssa Alquati, la quale ha ricordato che “la ricompensa per una cosa ben fatta è di averla fatta”.
Agli ottimi studenti del “Racchetti”, i complimenti e l’augurio di proseguire sempre col medesimo impegno.

Flavio Rozza

Premiati i vincitori del concorso "Racconta la tua favola" (inPrimapagina del 14 maggio 2010)

Si è conclusa domenica la terza edizione di “Racconta la tua favola”, il concorso promosso e organizzato dall’Associazione Culturale Passe-Partout. A dare il via alla giornata, come da programma, lo spettacolo di burattini e marionette di Giorgio Gabrielli; un momento di intrattenimento che ha coinvolto e divertito sia i bambini che i genitori. L’inizio della giornata dedicata alle favole è stato tuttavia movimentato. A causa di un disguido da parte della Fondazione San Domenico, la Sala è stata messa a disposizione degli organizzatori solo pochi istanti prima dello spettacolo, col rischio di dover annullare la rappresentazione d’apertura nonostante i numerosi bambini accorsi. Seppur in versione ridotta (senza scenografia) Gabrielli ha comunque intrattenuto i bambini dimostrando di essere un artista abile e capace d’improvvisazione. La mattinata è poi proseguita con un momento di animazione gestito dagli allievi della Scuola Primaria di Casaletto Vaprio.
Certamente più serena la seconda parte della giornata, che ha visto premiare i vincitori delle tre categorie in gara. Dopo i saluti iniziali, Rachele Ogliari – promotrice della Rassegna – ha voluto sottolineare la finalità sociale e solidaristica dell’iniziativa. Quanto ricavato, andrà infatti a sostegno della ricostruzione della biblioteca dell’Aquila, distrutta dall’ultimo terremoto. Oltre al contributo destinato ai terremotati, l’Associazione Passe Partout ha confermato, anche per questa terza edizione, la volontà di sostenere “Mirea”, un’associazione da tempo impegnata nel rispondere al problema della dislessia. A conferma della bontà della manifestazione e del sempre crescente credito che il concorso sta assumendo, la presenza di molti esponenti dell’Amministrazione locale e Provinciale, tra cui – in rappresentanza del Comune di Crema – Paolo Mariani (assessore alla Cultura), Antonio Agazzi (Presidente del Consiglio Comunale), Laura Zanibelli (assessore all’Istruzione). A portare i saluti della Provincia di Cremona e del Presidente, vi era Paola Orini, assessore provinciale all’Istruzione.
Il pomeriggio è poi proseguito con la consegna dei premi ai primi classificati delle tre sezioni, il tutto intercalato dalla lettura – da parte dei ragazzi del Teatro San Domenico - di alcuni passi delle favole vincitrici. Partendo dai più piccoli sino ad arrivare alla sezione adulti i premiati sono stati i seguenti. Per la sezione Ragazzi (dagli 8 ai 12 anni) la prima classificata è Sofia Cavalli di Crema, seguita dalla classe 1aA di Mazzuolo (MN) e da Sara Zuccotti di Crema. Il cremasco Francesco Giordano si è invece aggiudicato il primo premio della categoria Giovani (13 – 18 anni); categoria, quest'ultima, che ha visto Bianca Ferrari di Cremona e Laura Belotti di Romano di Lombardia, collocarsi rispettivamente al secondo e terzo posto. Un ex aequo, invece, per quanto riguarda la sezione Adulti, dove Giuseppina Ruggeri e Peppo Bianchissi, entrambi di Crema, hanno vinto il primo premio. Ad alternare la consegna dei premi, oltre alle letture dei giovani allievi della scuola di teatro, il piacevole ascolto delle musiche di Greig, Schubert e Strass, magistralmente suonate al pianoforte da Biancamaria Piantelli e Paolo Carbone.
L’appuntamento è per il prossimo anno, con la quarta edizione del concorso letterario che - in questi anni - ha contribuito a far conoscere Crema come “città delle fiabe”.

Flavio Rozza

"Racconta la tua favola". Presentata l'iniziativa promossa dall'Associazione Culturale Passe Partout (inPrimapagina del 07 maggio 2010)

L'Associazione Culturale Passe Partout, presieduta da Rachele Ogliari, ha presentato il programma della giornata che chiuderà la terza edizione di “Racconta la tua favola”; il concorso riservato a grandi e piccini con la passione per la scrittura.
Nel corso della conferenza stampa, tenutasi martedì 4 maggio presso la sede dell'associazione, è stato illustrato il dettagliato programma della manifestazione che, domenica prossima, vedrà la nostra città riconfermare l'attenzione nei confronti dei bambini. Per un giorno sarà la fantasia a tener banco e i cremaschi potranno confrontarsi con il variopinto mondo emerso dall'immaginazione di quanti – pur non essendo scrittori di professione – hanno voluto raccontare la propria favola. Previste, inoltre, interessanti iniziative destinate all'intrattenimento dei più piccoli. Quella che ci attende, si prospetta sicuramente una domenica ricca ed entusiasmante. Il tutto avrà inizio alle 10.30, con Giorgio Gabrielli, che intratterrà i presenti con uno spettacolo di marionette e burattini. A seguire, la Scuola Primaria di Casaletto Vaprio presenterà “Gli incontri di Pinocchio” di Emma Sangiovanni.
Previsto per il pomeriggio il momento clou della giornata, quando – alle 16.30 – prenderà il via la premiazione dei vincitori del concorso “Racconta la tua favola”. Molti anche quest'anno i partecipanti, mentre le favole selezionate e ritenute meritevoli di pubblicazione sono state 24, così suddivise: n.7 appartenenti alla sezione “Adulti”, n. 10 alla sezione “Giovani” e n. 7 a quella dei “Ragazzi”. Ad accompagnare le premiazioni vi sarà la musica di Biancamaria Piantelli e Paolo Carbone. Il tutto sarà intercalato dalla lettura dei brani delle favole premiate; compito che sarà affidato agli allievi del Teatro Ragazzi del San Domenico.
Nel corso della presentazione del libro, contenente una selezione delle più belle favole, Rachele Ogliari ha voluto esprimere il proprio sentito ringraziamento ad Emma Sangiovanni, che ha presieduto la Giuria composta da Riccardo Murabito, Anna Pilla, Aldo Parati ed Alberto Besson; autore, quest'ultimo, anche delle illustrazioni del libro.
Profondo, e certamente indice dell'attenzione con la quale la Giuria ha esaminato gli elaborati, il commento di Emma Sangiovanni. A detta della Presidente, “nel nostro tempo si è perso il concetto di fiaba e di favola”. Inoltre, ha proseguito ancora Sangiovanni “molti degli scritti in gara sono caratterizzati da un'idea iniziale e da una morale finale, ma ciò di cui si nota la mancanza è il corpo della storia. Nelle favole che sono state valutate si è riscontrata l'assenza di uno sviluppo, e quindi della riflessione”. Ma oltre alle fragilità, la Giuria ha anche voluto far rilevare come i testi siano stati per lo più redatti con una certa attenzione alla forma, rispettando i canoni di una corretta scrittura. Mentre le tematiche maggiormente ricorrenti negli elaborati, hanno mostrato che i partecipanti – sia i ragazzi che gli adulti - hanno a cuore l'ecologia, l'ambiente e nei loro scritti non hanno perso occasione per lanciare un messaggio, una sorta di appello per salvare il mondo che ci circonda.
Da non dimenticare che nel giorno della premiazione il volume e le cartoline della manifestazione saranno poste in vendita e l'intero ricavato verrà devoluto per la ricostruzione della Biblioteca dell'Aquila, distrutta a causa del terremoto che colpì l'Abruzzo l'anno scorso. Ancora una volta Rachele Ogliari ha dimostrato che promozione della cultura, attenzione al mondo dell'infanzia e solidarietà, sono dimensioni che possono camminare insieme. L'appuntamento, quindi, è per domenica 9 maggio a Crema, presso la Sala “G. Bottesini” dell'Ist. Musicale “Folcioni” in via Verdelli n.6.

Flavio Rozza